Ripartiamo ma con un passo nuovo

Il numero di giugno de L’Acquedotto dedicato al rilancio delle attività aziendali

La copertina de L’Acquedotto

Si riparte! Lasciamoci alle spalle l’emergenza e veleggiamo con rinnovata fiducia verso l’avvenire. A patto, però, di non intendere il futuro come una dimensione ordinaria del tempo né, tantomeno, come lo spazio o la condizione per una generica, non meno che retorica, disponibilità a una ripresa del cammino, tal quale l’abbiamo lasciato. Perché, in realtà, niente sarà e dovrà essere più come prima e il tempo nuovo potrà dirsi davvero tale solo se riuscirà a far germogliare i semi positivi che pure la difficile stagione, oggi alle spalle, ci ha consegnato.

A cominciare dalla rivoluzione digitale, dalla riscoperta della rete, grazie a cui, nonostante il distanziamento sociale abbiamo potuto dialogare, lavorare e continuare a gioire tutti insieme pur restando a casa. Come osserva Eugenio Di Sciascio, già rettore del Politecnico di Bari e oggi vicesindaco con delega all’Innovazione del comune di Bari. Ma come, in realtà, sottolineano tutti gli esperti, le autorità, gli stakeholder chiamati a dialogare fittamente su questo tempo della ripartenza nel numero sei de L’acquedotto, la newsletter fresca di stampa. Un coro di voci accomunate dalla straordinaria voglia di ricominciare, sì ma fuori dai soliti schemi, lontano dai vecchi binari – come spiega l’editoriale, citando il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco – nella consapevolezza che non ci può essere un tempo autenticamente nuovo se non si assume l’impegno concreto di “saper guardare lontano e affrontare finalmente le debolezze che qualche volta non vogliamo vedere”. Che, tradotto in soldoni, significa fare ammenda degli errori del passato.

Uno scorcio delle Isole Tremiti, insignite della Bandiera blu

A cominciare dalla capacità di ripensare lo sviluppo non più come prassi “predatoria” ma raccogliendo la difficile sfida di coniugare profitto e benessere con ambiente e sostenibilità. Una strada che l’Acquedotto Pugliese – col sostegno della Regione e di concerto con le amministrazioni locali, i responsabili delle istituzioni culturali e il mondo economico – è impegnata a percorrere con convinzione, come testimoniano gli sforzi per una depurazione sempre più efficiente e capillare. I cui risultati più brillanti sono le due nuove bandiere blu assegnate ai mari della Puglia (Isole Tremiti e Melendugno) che oggi si dividono con quelli della Sardegna il primato delle acque più cristalline.

A darne conto, con gioia e soddisfazione, il sindaco di Melendugno, Marco Potì, la responsabile nazionale turismo di Confindustria, Marina Lalli, il presidente del Parco del Gargano, Pasquale Pazienza, e Ylenia Sambati, amministratrice di Yltour, che descrive la rapida ascesa del turismo ambientale nell’area dei laghetti della fitodepurazione di Melendugno.

L’impianto di fitodepurazione di Melendugno

Guardare con coraggio al futuro, puntando su innovazione e ambiente, significa anche progettare opere destinate a razionalizzare il flusso dell’acqua in una regione il cui fabbisogno cresce ogni giorno di più. Nasce così il progetto del raccordo degli invasi del Fortore e del Locone – una condotta lunga 61 km – finalizzato a migliorare l’approvvigionamento nella zona garganica e nella Puglia centrale.

Un’opera illustrata con dovizia di particolari dal Direttore Ingegneria di AQP, Andrea Volpe, e per gli aspetti energetici dal responsabile dei Servizi Tecnici e Manutentivi, Antonio de Leo, e salutata con grande soddisfazione dal Presidente di Confindustria di Bari-BAT, Sergio Fontana, per i benefici economici in termini di nuove commesse per le aziende del territorio, e da Giuseppe De Filippo, presidente del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per i vantaggi di cui potrà godere una miriade di piccole e grandi aziende agricole, dislocate su una superficie di 450.000 ettari, di cui solo 150.000 irrigui.

Un’opera che rientra, tra l’altro, nella vasta progettualità messa in campo da Acquedotto Pugliese, rivolta a offrire risposte concrete alle ricorrenti crisi idriche – tra prolungate siccità e necessità di interventi sulla rete – come ha spiegato, nell’ambito dei seminari digitali promossi da AQP Water Academy, il Direttore Approvvigionamento Idrico, Gianluigi Fiori.

Il bisogno di rilanciare cambiando passo è, dunque, insito nell’aria. Persino i bilanci non sono più uno sterile elenco di numeri, percentuali e importi, ma costituiscono un report dettagliato sulla sostenibilità; il termometro dell’impatto sul territorio, in termini di benefici economici e ambientali, dell’attività di un’azienda. Come chiarisce Elbano De Nuccio, docente di Contabilità e Bilancio all’Università LUM Jean Monnet, illustrando le caratteristiche del Bilancio Integrato di Acquedotto Pugliese, prezioso strumento di comunicazione rivolto a creare e dare valore all’azienda.

Un ponte canale di Acquedotto Pugliese

Una sfida, quella della ripartenza, che passa pure attraverso la formazione, come spiega Gaetano Mariano, responsabile Organizzazione, Formazione e Servizi Generali, che rileva il gradimento da parte dei colleghi per i webinar sulle diverse attività aziendali ma anche per l’adozione del lavoro agile a cui Acquedotto Pugliese ha dato avvio sin dall’inizio dell’emergenza, esplorando con successo percorsi e modalità alternative di impiego, con cui sempre più occorrerà fare i conti in futuro.

Ma per ripartire non si può prescindere dal benessere fisico e psicologico dei lavoratori: così, spazio al corso online di Pilates Gym, diretto da Emilia Straziuso, insegnante di yoga, pilates e shiatsu, che spiega, insieme ad Antonella Strambelli, responsabile Area Welfare e Comunicazione Interna, quanto sia importante rendere più elastiche le articolazioni, sciogliere le tensioni muscolari come pure i nodi emotivi, in tempi di smart working, recuperando, sia pure in modalità virtuale, la dimensione della socialità.

Insomma, un gran fermento nel numero de L’Acquedotto appena pubblicato.

Segno – passata la tempesta – della nuova e più frizzante vitalità con cui la società idrica si attrezza ad affrontare il futuro. Una voglia di rilanciare che in qualche modo viene suggerita dal risveglio culturale che attraversa tutta la regione e a cui AQP offre il proprio contributo, sostenendo, tra l’altro, le campagne di scavi archeologici (frutto inatteso di tanti cantieri aperti), promosse dalla Soprintendenza Archeologica, come illustra la responsabile per la città metropolitana di Bari, Maria Piccarreta.

La nave dell’acquedotto ha, dunque, tolto gli ormeggi e naviga verso mari più “pescosi”. Come tutti potranno apprendere, leggendo la versione digitale della newsletter sul portale della Voce dell’Acqua. Buona lettura!