AQP lancia una sfida ai partecipanti del primo Hackathon Copernicus di Bari

Acquedotto Pugliese lancia una sfida ai partecipanti del primo Hackathon Copernicus di Bari dedicato al tema “acqua”. Un appuntamento di portata internazionale che si svolgerà dall’11 al 13 ottobre ad Impact Hub, in Fiera del Levante a Bari.

Nello specifico Acquedotto Pugliese invita i partecipanti a sviluppare un modello che consenta il monitoraggio dello stato di qualità dei corpi idrici superficiali e delle acque di balneazione, un modello che possa correlare, in particolare, i dati di qualità del torrente Candelaro, in provincia di Foggia, e delle acque marino-costiere alla foce, con l’analisi di tutti gli impatti puntuali e diffusi che insistono sul bacino idrografico.

Siamo lieti – ha sottolineato il Presidente di Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbresciadi partecipare a questa nuova sfida per raggiungere un obiettivo di grande rilievo: la tutela dell’ambiente e del nostro territorio. Stimolare il talento e le abilità dei giovani è nostro dovere perché a loro affidiamo il nostro domani e quello delle generazioni future. Il tema di questa sfida è particolarmente importante per Acquedotto Pugliese perché la qualità delle acque e dei mari della nostra terra, tra i più belli di Italia, sono un patrimonio, una risorsa che va tutelata e preservata. L’attenzione che rivolgiamo a questo tema è una costante nel lavoro di ogni giorno; la nostra filosofia è la sostenibilità. Lo testimonia l’attività di ogni giorno di tutta la squadra AQP nella gestione dell’intero ciclo dell’acqua, in tutte le sue fasi, fino alla depurazione e il riutilizzo per scopi civili. Il connubio tra sperimentazione e sostenibilità può, dunque, generare grandi risultati e contribuire a definire strategie efficaci di intervento, con il fine ultimo di salvaguardare il nostro territorio”.

Tre giorni di studio per discutere e ragionare sull’elemento, visto ormai come il “nuovo petrolio”, e riuscire a trovare soluzioni ai tanti problemi connessi: dalla qualità dell’acqua del mare al monitoraggio delle risorse per evitare la desertificazione, dal suo uso consapevole e sostenibile alla capacità di gestione nell’irrigazione in agricoltura. Nelle tre giornate si lavorerà sugli OpenData e si impareranno a conoscere e usare tutti i servizi di Copernicus, il programma finanziato e coordinato dalla Commissione europea, necessari per dare risposte a tutte le esigenze. Non si tratta, tuttavia, solo di un momento di formazione: l’importanza di partecipare a tale appuntamento risiede anche nell’opportunità di scoprire e creare nuove opportunità di business, con l’invenzione di programmi e applicazioni innovative, da utilizzare nei diversi ambiti.

“Il Candelaro è un corso d’acqua della provincia di Foggia che, dopo aver attraversato i comuni di San Paolo Civitate, Rignano Garganico, San Severo, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Manfredonia, in un percorso di circa 70 km, sfocia a sud di Siponto, località balneare di Manfredonia. Come si evince dagli studi del piano di tutela delle acque della Regione Puglia, il torrente Candelaro non presenta uno stato ecologico ottimale e le acque del Golfo di Manfredonia risentono di un livello di media eutrofizzazione, riconducibile agli apporti del torrente e del suo bacino e ad altri fattori concomitanti quali la profondità, la natura dei sedimenti della costa e il regime delle correnti”, spiega l’ingegner Nicola Tselikas, Responsabile dell’area depurazione Avellino-Foggia di Acquedotto Pugliese. E aggiunge: “L’impatto residuo derivante dallo scarico degli agglomerati e quindi dai nostri depuratori è attentamente monitorato sia dagli autocontrolli del gestore che dai controlli delle autorità. Nel 2018 abbiamo effettuato più di 22mila campionamenti sulle acque in ingresso e in uscita, per più di 168mila parametri controllati. L’impatto che deriva dal dilavamento dei suoli, in occasione di eventi meteorici sui quali insistono attività agricole intensive e attività zootecniche, spesso sfugge a queste analisi quando invece contribuisce in maniera significativa all’apporto di nutrienti sul corpo idrico e quindi anche sulle acque marino-costiere”.

Le porte dell’Hackaton Copernicus sono aperte per sviluppatori, grafici, designer di interfacce web e di app per smartphone, ma anche a giovani innovatori e giornalisti appassionati di analisi dei dati. La partecipazione all’evento è gratuita e i vincitori riceveranno 2mila euro e la garanzia dell’accesso al Copernicus Accelerator, il programma di coaching che per un anno accompagna le start-up innovative che vogliono fare business con i dati e servizi di Copernicus.

L’acqua è sia una risorsa da preservare, ma ha rilevanza anche dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Partendo da queste riflessioni i partecipanti potranno ipotizzare diverse azioni, in linea gli obiettivi dell’Hackathon, incluse lo sviluppo di prototipi di applicazioni mobile dei Copernicus data e dei servizi per l’uso commerciale; o la creazione di strumenti che semplifichino l’accesso ai Copernicus data, alla loro analisi e all’interpretazione.

Copernicus è un programma che raccoglie immagini satellitari da diverse fonti, compresi sensori in-situ, le elabora e le ridistribuisce come informazioni affidabili e sempre aggiornate, per la stragrande maggioranza come OpenData gratuiti. Sono sei le aree tematiche al centro delle rilevazioni effettuate: terra, mare, atmosfera, cambiamento climatico, gestione delle emergenze e sicurezza. Ed è proprio su una di queste aree che si svilupperà il lavoro durante le tre giornate baresi.

COME ISCRIVERSI

Chi volesse partecipare può prepararsi seguendo i webinar gratuiti proposti su web http://hackcopernicus.planetek.it.

Accedendo al sito ci si può registrare e poi prendere parte ai programmi offerti.

Info su https://www.sprintlab.it/eventi/copernicus-hackathon-bari/ o su https://hackcopernicus.planetek.it/