Aqqua lord, aqqua nior!!

depuratori

“L’acqua è il principio di tutte le cose; le piante e gli animali non sono che acqua condensata e in acqua si risolveranno dopo la morte”. Per Talete l’acqua è l’ARCHE’, elemento primordiale e origine di tutte le cose. Tutto è fatto di acqua e tutto fa ritorno all’acqua.

“Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente . Ancora non credono?” [ Corano 21:30 ]. “ed Allah ha generato ogni animale dall’ acqua.” [ Corano 24:45 ].

L’acqua come principio di vita. Ma non solo. Spesso l’acqua ricorre come elemento di purificazione e di rinascita.

Del lontano oriente ricordiamo l’immersione nel Gange prescritta dall’Induismo. Nella civiltà cretese i “catini lustrali” di Cnosso. Gli stessi misteri Eleusini erano preceduti da bagni di purificazione. Nell’antico Messico vi erano i bagni notturni. Nel battesimo giudeo-cristiano, al valore puramente espiatorio dell’acqua, si aggiunge l’idea di una rigenerazione morale che lava l’uomo dal peccato e lo fa risorgere a vita nuova.

Io stesso, quando ero piccino il bagno lo facevo di domenica, nel giorno dedicato al Signore (ma forse questa è un’altra storia…).

Le abluzioni rituali ebraiche trascrite nel Talmud (una sorta di manuale del perfetto giudeo) e nella Mishnah, sono di due tipi: La tevilah, ovvero immersione completa del corpo nella mikveh; e la netilat yadayim, che è il lavaggio delle mani con una caraffa.

Ma vi siete chiesti mai quale futuro per queste acque? Queste acque così pregne di peccato, di colpe espiate, di sporcizia interiore. Insomma: queste acque nere dell’anima, dove vanno a finire? Stranamente i libri sacri tacciono su questo argomento.

Sarà forse per questo retaggio culturale che anche nella nostra civiltà, così laica, così libertaria, quando si parla di acque nere (dei liquami che provengono dalle nostre abitazioni, intendo) lo si fa ancora con una sorta di malcelato fastidio (quando non avversione).

Sarà per spirito di pietà o anche solo per senso di gratitudine, ma almeno per una volta, noi acquedottisti vogliamo dedicare la prima pagina all’aqqua lord (come si diceva una volta), con l’impegno di “purificarla dai nostri peccati terreni” (non fosse altro per ricambiarle il favore…).