…e se l’acqua viaggiasse in treno?

Oggi il Frecciarossa, treno super veloce di Trenitalia che attraversa tutta la dorsale adriatica, parte da Milano e termina la sua corsa a Bari. Quando è stato fatto notare che la Puglia prosegue oltre il suo capoluogo, “candidamente” i vertici del colosso ferroviario nazionale hanno ribattuto che portare quel convoglio fino a Lecce non è conveniente. Niente di personale, tradotto in parole povere (di spirito, ma non di sostanza evidentemente), ma non è colpa nostra se Lecce dista troppo da Milano.

La discussione, ovvio, è proseguita fino ai più alti livelli istituzionali e ad oggi pare superata l’impasse. Ma la questione pone una riflessione sul tema dei servizi pubblici.

Pensate cosa sarebbe successo se l’Autorità idrica pugliese (il consorzio che racchiude tutti dei comuni pugliesi titolari del servizio idrico integrato e che pianifica gli investimenti regionali nel settore) avesse deciso del pari, giudicando antieconomico portare l’acqua nei piccoli comuni di cui la provincia di Lecce è piena.

Per nostra fortuna, le scelte di governo dell’acqua passano attraverso altri ragionamenti. Lo stesso Acquedotto Pugliese ancorché una SpA, ha animo diverso (per usare una terminologia romantica) e approccio differente al mercato ed alle questioni di vile metallo, basti pensare che gli stessi utili che produce e di cui Mediobanca in questi giorni rende merito, non sono a vantaggio di pochi ma a beneficio del sistema idrico nel suo complesso, poiché in esso vengono reinvestiti per migliorarne l’efficienza. E non solo. Sempre da quegli stessi utili si ricavano risorse per venire incontro alle esigenze delle famiglie meno abbienti concedendo loro sconti in bolletta sostanziosi.

Insomma, mentre riflettevo sullo scontro per il Frecciarossa mi sono detto… meno male che l’acqua scorre in condotta e non nelle… tradotte!