Il Palazzo dell’Acquedoto Pugliese in mostra al Salone del libro di Torino

Il Salone del libro di Torino è stata la prestigiosa cornice della presentazione di “Acqua Madre della Vita”, progetto editoriale promosso dall’Acquedotto Pugliese e dal Consiglio Regionale della Puglia. La ricerca condotta negli Archivi Storici di AQP, con particolare approfondimento dedicato agli anni della progettazione della sede dell’azienda idrica pugliese, tra il 1925 e il 1934, ha consentito la pubblicazione di tre volumi monografici: “Il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese nell’architettura italiana del Novecento”, “L’Archivio dei disegni di Cesare Brunetti”, “Giuseppe Ungaretti. Alle fonti del Sele”.

Il primo volume “Il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese nell’architettura italiana del Novecento”, a cura di Emanuela Angiuli, Gian Paolo Consoli e Fabio Mangone, descrive la costruzione del Palazzo, realizzato al centro di Bari su progetto dell’ing. Cesare Brunetti. L’edificio rappresenta nel Mezzogiorno e nell’Italia della prima metà del XX secolo, l’unicità della costruzione concepita come un apparato scenico-architettonico, frutto delle intuizioni dello stesso Brunetti e di Duilio Cambellotti, il grande maestro dell’avanguardia artistica romana e dell’estetica a sfondo sociale.

La grande mole in candida pietra locale è un’occasione per far rivivere un sistema formale di grande significato identitario per la città e la regione. Esso, come si legge nei saggi di eminenti studiosi è di straordinaria rilevanza nella storia del Mezzogiorno poiché rappresenta un unicum nei processi di modernizzazione dell’Italia della prima metà del 1900.

Attraverso “L’Archivio dei disegni di Cesare Brunetti”, a cura di Emanuela Angiuli, Giuseppe Carlone e Antonio Labalestra, la grande produzione di documenti figurativi del progettista del Palazzo delle Acque assume oggi ai nostri occhi non solo il segno delle sue capacità tecniche, ma la testimonianza dello straordinario iter progettuale, che dal 1927 si concluderà definitivamente nel 1934 con l’apporto di Duilio Cambellotti.

La presenza di molti schizzi di studio, le molte fasi di elaborazione e le diverse versioni del progetto, mettono in luce le fasi ideative, disegnate come “scrittura” dal linguaggio ricco ed articolato, ancora oggi di grande impatto tecnico ed estetico.

Il volume “Giuseppe Ungaretti. Alle fonti del Sele”, a cura di Emanuela Angiuli, raccoglie alcuni reportage di Giuseppe Ungaretti inviato dalla Gazzetta del Popolo di Torino nel 1934 in Puglia, lungo l’itinerario dell’Acquedotto ritenuto il più grande del mondo.

La sua eccezionalità registrata nella pubblicistica italiana assume anche i toni di un’epopea come accade nella poesia narrativa di Giuseppe Ungaretti. Nel lungo reportage ungarettiano, lo stato d’animo del poeta dei fiumi assume il tono di un pellegrinaggio compiuto fino alle limpide sorgenti del Sele, grazie alle cui acque una regione inaridita dalla sete, assume il tono di una terra promessa, del miracolo compiuto dal lavoro e dalle mani del popolo pugliese. Il viaggio di Ungaretti è accompagnato da una speciale serie di fotografie storiche che documentano i lavori della Grande Opera dal 1906 al 1939.

I volumi presentati a Torino s’inseriscono nell’ambito del protocollo d’intesa siglato, nel gennaio dello scorso anno, tra AQP e Consiglio Regionale, finalizzato a promuovere il valore dell’acqua bene comune in ogni aspetto, compresi quelli a carattere culturale e artistico. In riferimento a questi ultimi, l’amministrazione regionale ha approvato il cofinanziamento dello studio sugli archivi dell’Acquedotto Pugliese (1925-1934), curato dalla dott.sa Emanuela Angiuli e finalizzato alla pubblicazione dei volumi, di cui i primi due sono dedicati segnatamente alla storia e all’architettura dell’imponente edificio di via Cognetti.

“Il Consiglio Regionale della Puglia – dichiara il presidente Mario Loizzoha voluto valorizzare i contributi multidisciplinari, tra storia e legislazione, architettura e tecnologia, che consentono di approfondire la conoscenza del più grande Acquedotto d’Europa e di una delle opere di ingegneria idraulica più significative nel mondo, tra i patrimoni identitari della nostra regione”.

 “Questi volumi costituiscono una preziosa e singolare testimonianza sul Palazzo delle Acque -osserva il presidente di Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbresciasimbolo eloquente della grandiosità e della maestosità di quanto realizzato nel sottosuolo del territorio pugliese, dove scorre l’acqua benefica, ‘sanguis terrae’, come si legge in una delle lunette sulle facciate esterne. Il Palazzo rappresenta un grande palinsesto celebrativo dell’avvento dell’acqua in Puglia”.

La realizzazione dell’opera, pubblicata dall’Editore Adda, si deve anche ai pregevoli contributi di esperti e studiosi, quali Mimma Gattulli,  Ornella Selvafolta, Matteo Fochessati, Gianni Franzone, Rosanna Carullo, Maria Celeste Maurogiovanni, Pasquale Guaragnella e  Valentina Castagnolo.