Inaugurata “La fontana si racconta” a Patù

 

Sono trascorsi quasi ottant’anni dall’arrivo dell’acqua buona a Patù, uno dei borghi più caratteristici dell’entroterra salentino noto soprattutto per la sua storia, nata nel 24 d.C. per opera dei profughi della vicina Vereto, distrutta dai Saraceni, e soprattutto per gli antichi monumenti dall’inestimabile valore estetico e tradizionale, le pajare. È ripartito da qui, venerdì 16 novembre nel Palazzo Romano di Patù, il viaggio de “La fontana si racconta”, la rassegna itinerante dedicata alla tradizionale fontanina dell’Acquedotto Pugliese, alla presenza del Sindaco di Patù, Gabriele Abaterusso e di una delegazione dell’Amministrazione comunale.

La mostra, accessibile gratuitamente fino al 2 dicembre, presenta numerosi scatti inediti, da quelli storici in bianco e nero, provenienti dall’archivio di AQP, sino ai più recenti, realizzati da fotografi e fan dello storico manufatto in ghisa. Un patrimonio culturale, un racconto per immagini della grande epopea di Acquedotto Pugliese, volàno di crescita e di sviluppo per milioni di cittadini nel Mezzogiorno d’Italia.

A impreziosire la mostra sono anche anfore, vasi e recipienti adoperati per la raccolta dell’acqua e tanti oggetti, rivenienti da collezioni private, che si adoperavano in casa, pezzi unici della storia dell’acqua buona.

 “Ringraziamo l’Acquedotto Pugliese –  dichiara il Sindaco di Patù, Gabriele Abaterusso –   per aver scelto di portare questa iniziativa dal forte valore culturale nella nostra città. Con grande entusiasmo offriremo il nostro contributo alla diffusione dell’importanza che l’acqua buona riveste nella vita di ognuno di noi.

“La storia di tutto il territorio pugliese – commenta il Presidente di AQP, Simeone di Cagno Abbrescia –  è intrinsecamente legata all’arrivo dell’acqua buona e grazie a questi preziosi scatti fotografici e a manufatti originali possiamo ripercorrerla e imprimerla nella nostra memoria”.

Per ripercorre il lungo viaggio della Fontana AQP e conoscere le prossime tappe, è possibile visitare la pagina Facebook “La Fontana si racconta”, dove a fare da protagonisti sono le immagini e le particolarità di ogni singolo appuntamento.

La fontana, nel secolo scorso, divenne immediatamente punto di approvvigionamento e ristoro, di incontro e di socializzazione. Ma non solo: per chi aveva conosciuto soltanto acqua piovana o di falda superficiale, spesso stagnante, possibile veicolo endemico, lo sgorgare di acqua limpida, pura, fresca aveva del miracoloso. Le foto storiche delle “cape de firr” mostrano, infatti, il popolo raccolto orgogliosamente attorno a questi piccoli monumenti di civiltà e nascente giustizia sociale che rendeva tutti i cittadini uguali di fronte alla soddisfazione del più fondamentale dei bisogni primari.

La mostra ribadisce, quindi, la centralità del servizio idrico per il territorio e nel contempo esalta il valore dell’acqua, bene comune e opportunità di benessere per la collettività. Un’acqua garantita da un’efficiente rete di laboratori, nei quali vengono effettuati oltre 480mila controlli l’anno. Oltre 4.500 sensori sulla rete consentono, inoltre, il monitoraggio – in tempo reale – dei principali indicatori di potabilità, con possibilità di interventi immediati in caso di anomalie. La purezza dell’acqua è, infine, garantita da ulteriori stazioni di disinfezione, posizionate sui principali nodi della rete. Sul sito aqp.it e sull’app FontaninApp sono disponibili i dati relativi all’acqua distribuita dall’Acquedotto Pugliese in ogni abitato, oltre a consigli e buone pratiche per preservarne la qualità fino al rubinetto di casa.