“Leonardo genio dell’acqua e i suoi libri” per “Parole Scorrono”

Enrica Simonetti conduce l’incontro su Leonardo da Vinci con il presidente Di Cagno Abbrescia e Gianfranco Dioguardi

“L’acqua vetturale della natura”, scriveva in un antico manoscritto Leonardo da Vinci. L’acqua come vero motore dell’evoluzione del pianeta. Da essa giungono la vita, la prosperità e la fertilità. Si è tornato a parlare di acqua e di Leonardo da Vinci, all’Acquedotto Pugliese, dopo l’incontro del febbraio scorso, in collaborazione con la commissione cultura del Comune di Bari, nell’ambito delle conferenze, raccolte sotto il titolo “Parole Scorrono”.

Un evento destinato a rendere omaggio al genio multiforme di Leonardo, in occasione dei 500 anni dalla sua morte, visto nel suo particolare e fecondo rapporto con l’elemento acquatico, al quale il maestro dedicò gran parte dei suoi studi e progetti, ancora oggi fondamentali per la realizzazione di complesse opere idrauliche e per la conquista di nuovi e più significative risultati in campo scientifico.

A dialogare sul maestro da Vinci e sui suoi scritti sull’acqua, insieme a Simeone Di Cagno Abbrescia, presidente di Aqp, Gianfranco Dioguardi, accademico e imprenditore, presidente onorario dell’omonima fondazione. A coordinare gli interventi Enrica Simonetti, responsabile delle pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno.

Simeone di Cagno Abbrescia fa omaggio del nuovo volume sul Palazzo dell’Acqua a Gianfranco Dioguardi

Siamo particolarmente felici –ha dichiarato il presidente di Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbrescia- di aver dedicato l’incontro al genio di Leonardo, analizzando in particolare gli studi e le straordinarie intuizioni sul mondo dell’acqua, che restano ancora oggi validi strumenti di progettazione e approfondimento scientifico. Un patrimonio di idee e conoscenze che, per noi di Acquedotto Pugliese, chiamati a fare dell’acqua la nostra missione, rappresenta un riferimento irrinunciabile, reso ancora più interessante e luminoso dalla viva voce di Gianfranco Dioguardi, che al grande maestro ha dedicato, con la nota competenza e lucidità, studi e analisi quanto mai approfonditi. In una cornice particolarmente degna e appropriata – vale la pena di sottolineare – qual è lo storico Palazzo di via Cognetti, tangibile espressione dell’antico, grande progetto di portare l’acqua in Puglia e rendere produttiva una terra cronicamente assetata, migliorando le condizioni di vita dei suoi abitanti”.

 Gli studi sull’acqua, le progettazioni di porti, canali e opere idrauliche, sino al celebre Codice Leicester del 1508, che rappresenta la summa delle conoscenze di Leonardo sull’argomento, hanno fatto da fil rouge in un percorso a ritroso nel tempo, alla riscoperta del genio da Vinci, tra scienza, bellezza e arte.

“Una storia, quella di Leonardo, l’intelletto più straordinario che l’umanità abbia mai conosciuto, davvero esemplare dell’ingegno italiano nel mondo -ha detto Gianfranco Dioguardia cui, parlando di acqua, possono essere in qualche modo associate, figure come Antonio Iatta e Giuseppe Pavoncelli, che si batterono già ai primi del secolo scorso per la costruzione dell’Acquedotto, impresa ardua solo a immaginare, o per guardare alla contemporaneità, a quanti sono impegnati nel progetto di aeroporto spaziale di Grottaglie. Personalità che sono l’espressione migliore di un Sud vivace, moderno e dinamico, sottratto alla logica e alla retorica di un meridionalismo di maniera, sterile e ormai desueto”.

A suggello dell’incontro, il presidente di Aqp, Simeone di Cagno Abbrescia, ha fatto dono a Gianfranco Dioguardi del volume “Il palazzo dell’Acquedotto Pugliese, nell’architettura italiana del Novecento”, primo di una serie di tre libri, pubblicati di recente grazie alla collaborazione di Aqp con la Regione Puglia e freschi di presentazione al salone del libro di Torino.

Il volume, a cura di Emanuela Angiuli, Gian Paolo Consoli e Fabio Mangone, descrive la costruzione del Palazzo, realizzato al centro di Bari tra il 1927 e il 1932 su progetto dell’ing. Cesare Brunetti. L’edificio rappresenta un unicum nel Mezzogiorno e nell’Italia della prima metà del XX secolo, per l’originalità della costruzione, concepita come un apparato scenico-architettonico, frutto delle intuizioni dello stesso Brunetti e di Duilio Cambellotti, il grande maestro dell’avanguardia artistica romana e dell’estetica a sfondo sociale.

Il pubblico presente all’incontro. In primo piano, a sinistra, l’AD Nicola De Sanctis

Un gesto, quello del presidente Di Cagno Abbrescia, ricambiato con stima e gratitudine da Gianfranco Dioguardi, che ha fatto omaggio all’Acquedotto di due preziose e rare pubblicazioni: una, Leonardo da Vinci – Delle Acque, edita da Sellerio, e l’altra “Leonardo da Vinci e la sua libreria” – Note di un bibliofilo per i tipi di Giuseppe Bernardini (1873), di cui è autore Girolamo Salvaterra dei Marchesi D’Adda.

L’evento, come si è già detto, s’inserisce nell’ambito della rassegna culturale, promossa da Acquedotto Pugliese, “Parole Scorrono”, inaugurata a febbraio da un’interessante e articolata relazione sul tema “Visioni d’Acqua”, affidata alle parole di Oscar Iarussi, giornalista, scrittore e critico cinematografico.