L’iniziazione dell’acqua

Il centro di compostaggio di ASECO

Il centro di compostaggio di ASECO

Nella cultura classica o della tradizione, la vita veniva percepita in forma “circolare”: la fine era vista come la necessaria ed indispensabile premessa per l’inizio di un evento nuovo.

In questo contesto, ogni morte ed ogni cambiamento erano eventi positivi perché permettevano di rinascere a vita nuova, verso un nuovo giro della spirale dell’esistenza.

Nella società in cui viviamo, al contrario, la morte è diventata un tabù e si tende solo ad esorcizzarla. In Occidente al termine morte vengono comunemente associati i significati di fine, perdita, e ciò dona una implicazione negativa a questa esperienza. Questa prospettiva deriva dalla visione “lineare” della vita, intesa come un segmento con un inizio e una fine.

L’iniziazione era una pratica rituale che si innestava nella tradizione filosofica classica e costituiva un percorso nel quale l’iniziando, attraverso proprio un rituale passaggio dalla morte alla vita, passava da uno stato o condizione dell’esistenza ad un’altra.

In particolare, l’iniziazione prevedeva una serie di viaggi o prove iniziatiche, che permettevano all’iniziando di essere purificato, prima di giungere a nuova vita. Un vero e proprio percorso allegorico che offriva la possibilità di acquisire una diversa consapevolezza del ciclo naturale della vita e del proprio rapporto con il mondo e l’ambiente.

A suo modo, anche l’Acquedotto offre all’acqua questa possibilità con il riutilizzo del refluo per scopi irrigui o l’impiego del fango derivante dal processo di depurazione in agricoltura. E non solo: a ben guardare offre anche a noi distratti esseri umani del presente, la possibilità di riflettere sul senso del riuso quale principio universale di morte e rinascita.