“Pronti i primi 10km di ciclovia dell’acquedotto in Valle D’Itria”

intervento

 

Siamo felici di aver inaugurato ufficialmente i primi 10 Km di ciclovia dell’acquedotto lungo la strada di servizio del canale principale, tra Figazzano in agro di Cisternino e l’incrocio con la ex statale Ceglie-Martina Franca in agro di Ceglie Messapica. Tutto è partito con un protocollo d’intesa tra Regione e AQP del 2008 finalizzato a unire le forze e le risorse per restituire ai fini ciclabili la fruizione di una strada di servizio che, proprio per non aver consentito fino ad oggi al pubblico il libero accesso, ha conservato ambienti naturali e rurali di elevato pregio.

 

Questo intervento fa parte del primo stralcio del progetto di ciclovia, di 15 Km complessivi, tra Locorotondo e parco Pineta Ulmo (Ceglie Messapica) e rappresenta il primo tratto pugliese del percorso ciclabile nazionale n. 11 “Ciclovia degli Appennini” della rete Bicitalia, come risulta anche dall’apposita segnaletica posizionata.

 

A monte dell’intervento era stato realizzato, con finanziamenti regionali, uno studio di fattibilità dell’intera ciclovia dell’acquedotto di 250 Km, da Venosa a Grottaglie con una bretella da Gioia del Colle a Bari. Lo studio era stato effettuato a seguito del progetto di cooperazione internazionale CYRONMED (Cycle Route Network of the Mediterranean), finanziato con fondi Interreg Archimed, con cui la Regione Puglia, capofila dell’intero partenariato internazionale, aveva individuato per la parte pugliese le principali dorsali della rete ciclabile regionale. Queste dorsali, coincidenti con i percorsi della rete nazionale Bicitalia e della rete europea Eurovelo che attraversano la Puglia, sono state già riprese interamente all’interno del Piano regionale dei Trasporti e del Piano Paesaggistico regionale, e più recentemente dalla legge regionale n. 1/2013 sulla mobilità ciclistica.

 

Il proposito della Regione, che con fondi propri ha finanziato la realizzazione del progetto, è stato di realizzare una pista ciclabile accessibile a ciclisti di tutte le età, con bici di ogni tipo, quindi non necessariamente mountain bike. Per questo il fondo della ciclovia è stato rifatto con materiale naturale (misto granulare stabilizzato) per tutta la sua lunghezza, senza usare asfalto o altri tipi di conglomerato. La ciclovia è una “greenway”, una strada verde, senza traffico all’interno del tipico paesaggio della Valle d’Itria caratterizzato da trulli e siti di rilevanza architettonica e storica, campi coltivati e uliveti, macchie boscate e muretti a secco.

 

La ciclovia dell’acquedotto, quale itinerario ciclabile nazionale di Bicitalia, quindi, può diventare a sua volta la spina dorsale di una rete più fitta di percorsi ciclabili locali, tutti su strade secondarie e poco trafficate, finalizzata non solo alla mobilità del tempo libero ma anche intercomunale. Il collegamento con le stazioni per consentire l’accessibilità in treno con bici al seguito è un altro obiettivo che la Regione si propone di perseguire sempre di più, anche perché previsto dalla legge regionale n. 1/2013 sulla mobilità ciclistica.

 

 

Gianni Giannini

Assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia