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Trasparenza e informazione per gli utenti al centro del vertice di APE all’Acquedotto Pugliese

Lo storico palazzo dell’Acquedotto Pugliese, a Bari, è stata la raffinata cornice del consiglio di amministrazione di APE – Acqua Pubblica Europea, l’associazione che riunisce alcune tra le maggiori aziende pubbliche europee del servizio idrico.

Il vertice di Acqua Pubblica Europea ha fatto il punto sui temi della trasparenza e dell’informazione per gli utenti, legati anche al processo di revisione della direttiva europea sull’acqua potabile, mettendo in evidenza le buone pratiche delle aziende pubbliche. Ha discusso, inoltre, di investimenti e cambiamenti climatici, un aspetto su cui le aziende pubbliche, consociate di APE, condividono soluzioni e approcci per preservare le risorse idriche.

Il vertice di APE è stato il primo dopo le elezioni di Parigi, quest’estate, che hanno visto, oltre la nomina del presidente Célia Blauel (Eau de Paris) e del vicepresidente Alessandro Russo (CAP Holding), l’ingresso di nuovi consiglieri da nuovi paesi: i referenti delle aziende idriche di Porto, Budapest e Amburgo.

Al cda hanno preso parte Paola Briani di Viveracqua, Gerry Galvin di Irish Water, Joakim Giacomoni di SIAAP, Hans Goossens di Aquaflanders, Csaba Haranghy di Budapest Waterworks, Jaime Morell di Aeopas, Jon Rathjen di Scottish Government, Paolo Romano di Smat, Alessandro Russo di Cap Holding, Eric Smit di Aquawal e, naturalmente, Nicola De Sanctis, presidente di AQP, impegnato a fare gli onori di casa.

Acqua Pubblica Europea raccoglie aziende di Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Spagna, Germania e Portogallo, insieme a cinque associazioni nazionali di operatori pubblici: Aquabru (Bruxelles), Aquawal (Vallonia), Aeopas (Spagna), FNCCR (Francia), AIA (Portogallo) e AOW (Germania).

Sono otre 50 milioni gli abitanti serviti, grazie ad una fitta rete di acquedotti che, come una ragnatela sotterranea, uniscono Bruxelles e Milano, Bari e Parigi, Verona e Siviglia.

Nel complesso le aziende aderenti ad APE rappresentano un fatturato che supera i 6 miliardi di euro, che si traducono in cantieri aperti sul territorio per estendere reti, potenziare depuratori e, più in generale, nella garanzia per i cittadini di avere a disposizione un servizio efficiente, solidamente gestito da operatori pubblici, direttamente controllati dalle istituzioni locali, nell’esclusivo interesse delle comunità servite.