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Ambiente | 28 ottobre 2020
Acque depurate, un'occasione di sviluppo per agricoltura e industria

Acquedotto Pugliese si sta adoperando per incrementare la quantità di acqua destinata al riuso nelle colture.

L’acqua non si spreca: c’è chi ha inventato potenti dissalatori per utilizzare le acque marine per usi domestici e chi – più vicino a noi – ha messo in moto l’ingegno ed ha reso utili per l’agricoltura e l’industria le acque depurate.

Acquedotto Pugliese si sta adoperando per incrementare la quantità di acqua destinata al riuso nelle colture per aumentare la quantità di acqua che, una volta depurata, può essere utilizzata in agricoltura, venendo incontro alle esigenze del settore, come anche nel ciclo industriale e per una serie di usi civici, come ad esempio il lavaggio delle auto e la pulizia delle strade.

Il riuso delle acque depurate porta al risparmio della risorsa, scongiura il depauperamento delle falde, che così non si salinizzano, evitando anche di versare in mare acque depurate. I vantaggi sono diversi; risparmio per chi utilizza acqua in agricoltura (oggi si spendono da 50 a 70 centesimi al metro cubo, mentre con il riutilizzo di acque reflue depurate è quasi pari a zero); risparmio per la Regione Puglia e per i comuni grazie alla possibilità di riutilizzo civile dell'acqua reflua (irrigazione aree verdi comunali), e industriale   (raffreddamento degli impianti); benefici per l'ambiente quali la riduzione dell’emungimento della falda (minor prelievo dei pozzi), la riduzione degli effetti di salinizzazione soprattutto nelle zone costiere, il contrasto alla desertificazione dei suoli, la riduzione degli scarichi a mare.

Riguardo al riutilizzo dei reflui in agricoltura, Acquedotto Pugliese gestisce 10 impianti di affinamento per il riuso delle acque depurate. Di questi, quattro (Ostuni, Gallipoli, Corsano e Casarano) servono l’agricoltura, sei (San Pancrazio Salentino, Trinitapoli, Acquaviva delle Fonti, Castellana Grotte, Noci e Pulsano) si limitano ad un utilizzo temporaneo per garantire la conservazione e il mantenimento delle apparecchiature, nelle more che i rispettivi utilizzatori (Consorzi di Bonifica, Comune o Cooperative Agricole) ne assumano l’esercizio.  Ci sono, poi, diversi impianti di depurazione già potenzialmente in grado, con le loro stazioni di trattamento di restituire una risorsa idrica idonea per utilizzi ai fini irrigui, ambientali, civili.  Si tratta degli impianti depurativi a servizio degli agglomerati di Carovigno consortile (Br), Maruggio, Montemesola e Pulsano (Ta): per essi il riutilizzo della risorsa è prossimo. 

 

depuratore di Noci

A Savelletri, borgo marinaro di Fasano (Br), è stato creato un lago – il Lago Forcatella – in cui confluiscono le acque depurate destinate al riuso. Si tratta di un’opera altamente tecnologica ed innovativa, unica nel suo genere a livello europeo.  L’impianto di affinamento delle acque urbane è stato realizzato con fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) ed opera a valle dei trattamenti biologici del contiguo depuratore comunale su uno scarico altrimenti destinato al mare. Il sistema realizzato persegue l’obiettivo del recupero integrale della risorsa idrica attraverso aliquote destinate al riutilizzo agricolo, al riutilizzo ambientale e alla ricarica indiretta della falda acquifera sotterranea interessata da processi evolutivi di intrusione salina.

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