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Acqua dalla fonte

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Dialogo | 20 novembre 2020
L’Acqua in Viaggio

Un viaggio lungo, complesso e persino avventuroso. Dalle fonti di Caposele e Cassano Irpino, in Campania, all’estrema propaggine pugliese di Santa Maria di Leuca. Tra chilometri e chilometri di terra, roccia, sabbia, gallerie, boschi, montagne e piane assolate. È il cammino dell’acqua che scorre silenziosa, “resiliente” nel sistema linfatico realizzato oltre un secolo fa da Acquedotto Pugliese per portare benessere e sviluppo sino nel tacco d’Italia.

Fontana Santa Maria di Leuca
Fontana di Santa Maria di Leuca

Quando l’acqua era ancora un privilegio e spesso era pure “malata”, raccolta da pozzi esposti all’infezione delle zanzare.

Ma perché puntare su questi temi? Perché ripercorre il viaggio compiuto dall’acqua, organizzato con zelo e dovizia di mezzi dall’Acquedotto Pugliese? Che senso può avere descrivere un apparato così poderoso, gestito dal lavoro di oltre 2000 persone e fatto di 32.000 chilometri di reti, 300 serbatoi, 184 depuratori, 1 milione di utenze, 4 milioni di cittadini serviti in oltre 252 comuni? Un enorme vortice di opere e attività che fanno di Acquedotto Pugliese un riferimento di rilievo, in ambito nazionale e internazionale, tra le aziende del settore idrico?

Sorgente di Cassano Irpino
Sorgente di Cassano Irpino

Perché raccontare una storia ormai così antica e persino tanto “scontata” da passare inosservata ai più, interessati soprattutto al suo lieto epilogo: l’arrivo del limpido fiotto nelle nostre case con l’opportunità di poterne utilizzare in quantità e a tutte le ore, per gli usi più vari e persino più superflui?

La risposta è che oggi, e sempre più nel futuro, dobbiamo imparare a capire che con l’acqua non si scherza; che l’acqua è davvero il prologo di quel meraviglioso libro che si chiama vita, il pilastro del mondo in cui viviamo; la condizione irrinunciabile per crescere e svilupparsi nel benessere e nella pace. Sì nella pace: perché come sanno bene tutti gli analisti politici, gli studiosi di economia, gli esperti di flussi demografici le prossime guerre non saranno quelle combattute in nome del petrolio o di qualche altro combustibile fossile o metallo, persino il più prezioso.

Le guerre del futuro saranno quelle dichiarate e combattute per il possesso dell’acqua, sempre meno disponibile sulla faccia della terra e sempre più necessaria, a detrimento di quanti (3,5 miliardi di persone) ne hanno un accesso solo occasionale. Nel 2030 il fabbisogno d’acqua per uso domestico, agricolo e industriale, salirà dagli attuali 4.500 miliardi di metri cubi a 6.900, generando un gap del 40% tra domanda e offerta. Provate a immaginare le conseguenze sul piano politico ed economico!

Questo lo scenario a lungo termine. Ma, intanto, una civilissima e personalissima “battaglia” contro la scarsità d’acqua occorre cominciare a combatterla da subito, anche nelle nostre case (e non è una espressione di rito!). Parliamo della battaglia contro gli sprechi, un fronte sul quale l’Acquedotto è impegnato da tempo per le proprie responsabilità e competenze, attraverso le campagne per l’uso consapevole di un bene così prezioso, che non possiamo più permetterci di dissipare, e le iniziative per il riutilizzo della risorsa depurata per fini irrigui o civili.

Una “guerra” che ogni giorno assume un’urgenza maggiore per battere un nemico insidioso su scala locale non meno di quanto non sia su scala mondiale.

Parliamo del climate change, l’innalzamento lento e inesorabile della temperatura della biosfera, (a cominciare dal gas che riversa nell’aria la flotta di 100 milioni di automezzi circolanti in tutto il pianeta), che sta determinando, anche nello scacchiere dell’area appenninica tra Campania e Lucania, come pure tra i modesti rilievi della Puglia, una grave scarsità di precipitazioni, con il risultato di sorgenti ridotte ad un terzo della propria capacità, invasi al lumicino e conseguenti ipotesi di restrizioni idriche che si fanno, per Acquedotto Pugliese, di giorno in giorno più realistiche e pressanti.

Sorgente di Caposele
Sorgente di Caposele

Il viaggio dell’acqua sarà, dunque, un mantra da scandire e ripetere a beneficio di tutti i cittadini ma anche delle Istituzioni. Una scelta “editoriale” - scandita dalla pubblicazione di articoli, comunicati, post - con cui cantare le lodi dell’acqua, illustrarne la nascita, raccontare le opere realizzate per imbrigliarne la forza e utilizzarne la portata, spiegare la distribuzione in ogni distretto e centro abitato e, ancora, per rendere noto il lungo e complesso lavoro di Acquedotto Pugliese per non disperdere una sola goccia del prezioso liquido, puntando su un ambizioso progetto di risanamento della rete, sulle tecnologie più avanzate finalizzate al riutilizzo della risorsa depurata in agricoltura e per usi civili, sulla ricerca di nuove fonti. Illustrando, di volta in volta, un singolo capitolo di questa meravigliosa storia di cui l’Acquedotto Pugliese è l’artefice e il più convinto promotore.

Perché si cambi finalmente direzione e si guardi a questo mondo con tutta la consapevolezza e la maturità di cui c’è bisogno. Perché non c’è più tempo da perdere e ci si impegni davvero per evitare decisioni e rimedi che potrebbero rivelarsi anche molto dolorosi.

E allora, che il viaggio cominci!

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